Il mare insegna...

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AndreaGE
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Il mare insegna...

Messaggio da AndreaGE » mer nov 16, 2005 11:30 pm

Non mi ritengo una persona particolarmente irruente, anzi. Di solito prima di prendere una decisione ci penso 10-100 volte, eppure stasera provo una strana sensazione. Per la prima volta ho avuto modo di affrontare con la canna in mano ed al buio un mare un pò "incazzato". A ripensarci adesso credo proprio che bisogna imparare tante cose. Bisogna imparare che non si scherza con la sua forza, che non si scherza con la sua gigantesca forza. Nessun allarmismo, per carità, però nel piccolo di una serata (negativa) di pesca ci si accorge che molte delle certezze acquisite si sgretolano al primo colpo di vento, alla prima ondata "decisa" che spazza via supposizioni e teorie, aspettative e desideri. In fondo è una doccia (in tutti i sensi... :-D ) d'umiltà, si tratta di rimettere i puntini sugli "i". Adesso io lo so e lui lo sa, non c'è bisogno di aggiungere altro. Il mare insegna tante cose, la prima si chiama umiltà, è bene farne tesoro.
Buonanotte.
A.
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Massimo
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Messaggio da Massimo » gio nov 17, 2005 1:12 am

Sei vivo, si??!! :grin: :grin: :grin: :grin: :grin:
Massimo Della Salda
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Cisko
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Messaggio da Cisko » gio nov 17, 2005 9:40 am

"Ma tu sei un pazzo!!!"
Così esordirono Giulio e Daniele vedendomi sbucare da dietro una roccia, con l'incerata e il capellino tutto bagnato.
"Con un mare così non si va a pesca da solo!" .
Ho rischiato di finire in acqua una volta sola, fortunatamente! Ero solo ed era una delle prime volte che andavo a spinning, un'onda più grande delle altre arrivò veloce e potente, mi ritrovai con l'acqua alle coscie e la corrente di risucchio che pesantemente mi voleva trascinare con lei. Ma quella volta, quel giorno, presi il mio primo pesce a spinning, una bella spigoletta di poco superiore al chilo, chiamai la mia ragazza, ma non per dirgli che stavo per non tornare a casa, ma per dirglielo, dirgli che avevo preso il mio primo pesce.
Se c'è una bella scaduta vado e cerco quasi sempre di non perdermela. Vado in scogliera, ed è logico che ci si bagni, impossibile cercare di stare all'asciutto, il motto è : se non ti bagni non peschi, e non sono il solo a dirlo, sarà strano ma tutte le più belle pescate sono sempre state accompagnate da doccie clamorose. Adesso mi chiedo, e finalmente è stato aperto il giusto 3d per farlo: chi mai non a rischiato qualcosa in più? Chi mai non ha rischiato per arrivare su una roccia per riuscire a lanciare in mezzo a quella bella schiumata?
Ultima modifica di Cisko il gio nov 17, 2005 9:42 am, modificato 1 volta in totale.
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Saluti
Francesco Pusceddu

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Sirb1
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Messaggio da Sirb1 » gio nov 17, 2005 9:42 am

salato e inumidito ...... ma vivo !!!! :-D :-D :-D :-D
Filippo ...... i'm just a fisherman

Complimenti a tutti per i complimenti !
Presidente dello staff del gruppo pro dello spinning lagunare alla perchia imperiale di fondale
1° enunciato di Zara : "non ci cacare il cazzo che siamo nati prima di te" !!!!

Quanto scrivo è solo il mio pensiero e non può essere riconducibile al pensiero e/o al volere di qualsiasi altro individuo, gruppo, associazione o quant'altro !

AndreaGE
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Messaggio da AndreaGE » gio nov 17, 2005 10:12 am

Massimo ha scritto:Sei vivo, si??!! :grin: :grin: :grin: :grin: :grin:
direi di si... :-D ...vivo ma col morale sotto i tacchi... di onde ne ho prese 3-4 ben piazzate ma di pesce niente... dovrei aprire un altro thread del tipo "come si pesca col mare incazzato ? quali artificiali ?" ma so già che rompo ed allora sto qua a pestarmi le balle in un mortaio... :smt088
però domani che dovrebbe scadere ci riprovo ... :-D
A.
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AndreaGE
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Messaggio da AndreaGE » gio nov 17, 2005 10:25 am

Cisko ha scritto:Adesso mi chiedo, e finalmente è stato aperto il giusto 3d per farlo: chi mai non a rischiato qualcosa in più? Chi mai non ha rischiato per arrivare su una roccia per riuscire a lanciare in mezzo a quella bella schiumata?
Penso che si deve comunque rischiare qualcosa, l'importante è non aver paura di bagnarsi perchè l'istinto (quando dietro al boato c'è anche l'acqua) è di "mettersi in salvo". Per me il problema non è tanto bagnarsi o no, il problema è che l'attrezzatura mia gli fa na sega ... :smt009 (mi sono fatto spiegato ?) ...perchè lanciare un popper di 25 grammi su onde di 2-3 metri è come sputare controvento ... si insomma, l'avete proprio voluta voi: maaaaa senti maaaa...tu cosa lanci nel mare incazzato ?
A.
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Bob trenetta
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Messaggio da Bob trenetta » gio nov 17, 2005 11:33 am

AndreaGE ha scritto:
Massimo ha scritto:Sei vivo, si??!! :grin: :grin: :grin: :grin: :grin:


direi di si... :-D ...vivo ma col morale sotto i tacchi... di onde ne ho prese 3-4 ben piazzate ma di pesce niente... dovrei aprire un altro thread del tipo "come si pesca col mare incazzato ? quali artificiali ?" ma so già che rompo ed allora sto qua a pestarmi le balle in un mortaio... :smt088
però domani che dovrebbe scadere ci riprovo ... :-D
A.
Ohhh bella..non so in che zona eri, magari eravamo vicini.... anche io ho preso una bella ondata,che oltretutto mi ha bagnato l'ultima sigaretta che avevo :-D ..

ovviamente mi unisco alla richiesta di come affrontare in pesca il mare incazzoso.. :wink:

ciao

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ullrich
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Messaggio da ullrich » gio nov 17, 2005 11:49 am

Se il mare è tanto incazzato la cosa migliore è non prenderlo di petto, ma cercare quei pochi o tanti possibili spot che ti fanno pescare in sicurezza e pescare bene. Non è indispensabile arrivare dove frange con forza l'onda, ma andarci nei pressi e lanciare roba che tiene la corrente e il mare, lanciabile. Possono andare bene i jig, possono andare bene minnow tipo Duel da 28 grammi, tipo la Secunda anche nella misura più grande, possono andare bene bei popperoni che prendano tanta acqua.
Come spot invece possono andare bene le imboccature dei porti che ci consentono di pescare in sicurezza e dove c'è passaggio di pesce. Le scogliere vanno bene se sono medio/alte lanciando anche nei rigiri d'acqua, nelle zone un pochino più tranquille, oltre che nella schiumata.
Se sei un maschio funziona così: ti siedi sulla tazza con il tuo vecchio amico fuori dai pantaloni. Si, insomma, il tuo bell'orsacchiottone paonazzo. Ci lavori un po' e lo fai mettere sull'attenti, dritto come un soldatino, dopodichè aspetti nel tuo stanzino di plastica e incroci le dita. Un po' come quando vai a pescare.
Se sei cattolico, la sensazione è la stessa che provi in un confessionale. L'attesa, lo sfogo , la redenzione.
Un po' come quando vai a pescare ma poi i pesci li ributti dentro. La cosidetta "pesca sportiva".
da "Soffocare" di Chuck Palahniuk

Fabio
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Messaggio da Fabio » gio nov 17, 2005 2:02 pm

Belle parole Andrea :wink:

Troppo spesso si vede gente che si bulla per aver affrontato il mare in condizioni avverse...il mare per conto mio va rispettato,in tutti i sensi:per la nostra incolumità e per garantire anche la sua,pur nel nostro piccolo..."il mare è di tutti,anche tuo,ma non è solo tuo" come recita una scritta su uno scoglio dove andiamo spesso a pescare col mio socio.
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Davide
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Messaggio da Davide » gio nov 17, 2005 2:06 pm

...o sono distrutto o una scritta del genere non l'ho mai vista...
...sono distrutto :smt023

comunque ho già visto gente finirci dentro con gli stivali in mare... :cool: ... il rispetto per l'elemento è basilare in qualsiasi situazione, figuriamoci quando gli girano!
:grin:
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Messaggio da Geghe » gio nov 17, 2005 2:12 pm

Cisko ha scritto: chi mai non a rischiato qualcosa in più? Chi mai non ha rischiato per arrivare su una roccia per riuscire a lanciare in mezzo a quella bella schiumata?
Io, e a momenti ci lasciavo la pelle. L'onda mi ha buttato a terra e il risucchio mi ha trascinato per un paio di metri lungo la scogliera, in basso, verso il mare. Ancora non lo so come sono riuscito a fermarmi e a salvarmi.
Se ci penso mi viene ancora la pelle d'oca.

Ragazzi non scherziamo :smt018 :smt018 :smt018

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Messaggio da Davide » gio nov 17, 2005 2:15 pm

Geghe ha scritto:
Cisko ha scritto: chi mai non a rischiato qualcosa in più? Chi mai non ha rischiato per arrivare su una roccia per riuscire a lanciare in mezzo a quella bella schiumata?
Io, e a momenti ci lasciavo la pelle. L'onda mi ha buttato a terra e il risucchio mi ha trascinato per un paio di metri lungo la scogliera, in basso, verso il mare. Ancora non lo so come sono riuscito a fermarmi e a salvarmi.
Se ci penso mi viene ancora la pelle d'oca.

Ragazzi non scherziamo :smt018 :smt018 :smt018
mi ricordo qualche drammatico scatto... ed eri su una scogliera porosa... se non ricordo male...
:grin:
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Messaggio da Geghe » gio nov 17, 2005 2:20 pm

Davide ha scritto:[
mi ricordo qualche drammatico scatto... ed eri su una scogliera porosa... se non ricordo male...
Roccia vulcanica! E sotto l'oceano ... incazzato ... :smt009
Avevo scritto anche il racconto, ma non so più in quale dei forum è finito.
Ciao

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Messaggio da Davide » gio nov 17, 2005 2:25 pm

ell'ho trovata... :-D

Immagine

oltre al pesce da notare la ferita... le ferite...
:grin:
Davide Boledi
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Messaggio da Massimo » gio nov 17, 2005 4:51 pm

tanto per ricordare; 9/12/2004

Provate ad immaginare il più bel posto dove vorreste andare a pescare.
No, non quelle incantevoli e insipide spiagge tropicali, tutte azzurre, verdi, bianche e trasparenze varie dove stai attento a dove cammini per non danneggiare qualcosa.
Sto parlando di un mare nostro, vero, incazzato, roba che se poco poco gli tiri un sasso questo mica si offende, anzi te lo ridà con gli interessi!!
Béh oggi è andata più o meno così ed è stato il più bel giorno di pesca della mia vita.
Per questo devo ringraziare Sandro che, in un giorno per me non deputato alla pesca, mi ha convinto ad inseguire il miraggio della cattura di un serra dalla scogliera.
Il serra, un suo antico nemico, ultimamente travestito da pesce, in passato con le fattezze di una bella gnocca in minigonna fuggente, tal Stefania Serra, che mi par di ricordare non gliel’abbia data!!!
Comunque i serra oggi non c’entrano per niente e quindi lasciamo Sandro ai suoi ricordi onanistici e andiamo avanti.
Vorrei farvi vedere il mare di oggi e questo posto fantastico: onde lunghe di scirocco, scure, velate, di un blu profondo, che si contrappongono al bianco della schiuma quando si frangono su quel bastione sommerso di roccia che da pochi metri sotto la superficie cade fino a dove lo porta la nostra immaginazione e corre lungo tutto il profilo della costa.
Onde fetenti, di quelle da tenere d’occhio, tranquille per un po’ e poi improvvisamente eccole enormi in serie tre, quattro, l’una più grossa dell’altra, anche se è sempre la prima la peggiore mentre le altre vengono smorzate dal ritorno della risacca.
Vorrei farvi sentire il loro boato quando si frangono sulla scogliera e il loro friggere potente quando tornano al mare, e il rumore del vento quando improvvisamente comincia a soffiare mentre tutto intorno se ne accorge.
E poi il profumo della macchia che ci circonda e sopra tutto ancora l’odore del mare.
Ma quello che colpisce é sotto la superficie, li, una quarantina di metri, un pò sulla destra: un ammasso roccioso che dal profondo termina un paio di metri sotto il pelo dell’acqua, una colonna di pietra che sprofonda nel blu, che attira lo sguardo, che di sicuro è circondata da tutti i diavoli dei predatori del nostro mare.
Quello è il posto e i risultati arrivano quasi subito sotto forma di una bestia di barracuda che passa abbondantemente i 4 chili.
Non c’è da sbagliare, quando il barra appena allamato comincia a disintegrare la superficie dell’acqua con una serie di testate che sembrano non finire più, allora quel barracuda supera i 4 chili!
Questo ce la mette tutta cercando di staccarsi l’artificiale, poi un paio di fughe laterali e ecco che un onda se lo porta via, tutto sulla destra con una forza incredibile.
Sento la frizione partire mentre il pesce scompare alla mia vista e la canna si piega con il trecciato che rischia di toccare gli scogli.
Devo spostarmi sulla destra e intanto controllo le onde in arrivo, mentre allento la frizione per permettere al barracuda di allontanarsi da solo dagli scogli, vicino ai quali è stato trascinato.
Ed ecco che rivivo in prima persona la scena raccontata da Alessandro che evidentemente ha rotto la canna proprio in questo modo.
Io però mi sono portato dietro la Kenai e dopo poco, chiusa la frizione, vedo tornare il barracuda come un siluro.
Ormai è in balia della risacca davanti a me, ma i problemi sono tutt’altro che finiti, perché l’onda che si ritira rischia, ogni volta, di farlo sprofondare sotto il gradino roccioso, con grossi rischi per il trecciato.
Cerco di trascinarlo verso di me, ma la risacca è troppo forte e non se ne esce: tira e molla per un pò e improvvisamente mi ritrovo l’artificiale attaccato ad uno scoglio.
Meglio così, certo salpare pesci di taglia è sicuramente un casino con questo mare.
Improvvisamente si è alzato il vento e mi ritrovo a chiacchierare sulle dimensioni del pesce con Sandro, appollaiato sopra una roccia alle mie spalle.
“Chili non so quanti, ma era lungo così”, e allarga le braccia per indicarmi la lunghezza.
“Caspita, mi sembrava meno da qui sotto! 4-5 chili!!! 4 e mezzo e tagliamo la testa al toro!!!”
E mentre rispondo mi rigiro perché ho sentito un rumore di onda un po’ troppo forte, ma il mare sembra essersi un po’ calmato.
Mi sporgo sulla destra per studiare un posto dove poter salpare i pesci, sul lato dove le onde hanno trascinato il barracuda.
Ci sono alcuni scogli dove le onde battono feroci e, più in la, un gradino che potrebbe fare al caso nostro, anche se è un po’ lontano; comunque c’è da infradiciarsi completamente.
“Dai Sandro vieni giù, il lato migliore è questo!!”
“No!!!”
Granitica risposta di uno che soffre un po’ “ i sesti gradi” in cui ogni tanto cerchiamo di coinvolgerlo e contro cui, solitamente, non possiamo nulla; quanto ho apprezzato la tua successiva discesa!
La colonna sommersa attira tutti i miei lanci: li sotto non può non esserci pesce…
Voglio lanciare oltre ma il Duel DB 125, per cui ho una passione sfrenata, oggi non riesce a tenere l’onda e, anche se mi garantisce la gittata migliore, sono costretto a sostituirlo spesso.
Già il barracuda l’ho preso con il Midive125 ma ora provo il fratello maggiore Midive140, affondante, per scendere un po’ di più.
Ad onor del vero non mi entusiasma come il fratellino per via della sua somiglianza con l’Hydro Magnum della Yo-zuri e per qualche difficoltà nel lancio, ma Stefano l’ha usato l’altro giorno con successo e allora…
Al secondo lancio la botta!!!!!
E’ un attimo, vedo una coda a forma di falce che batte sulla superficie e schizzi e un’altra pinna dorsale, sono almeno due!!!
Cazzocazzocazzo, una ricciola!!!!! Una fuga velocissima!!!!
Se è una ricciola scende, se è una ricciola scende…no fugge in superficie vedo gli schizzi sulla superficie! Merda si è già presa 50 metri!!!
Che cacchio è! Una leccia!!! Uno squalo!!! Uno squalo? Massimo non dire cazzate.
Controllo la frizione e la stringo un po’ per vedere che succede….”Saaaandrooooooo!!!!”
Non c’è!!!
Intanto l’ho fermata ma riparte subito dopo.
Adesso vediamo subito che cosa sei: se tra un po’ ti pianti in mezzo al mare, dura come uno scoglio, senza poterti pompare e poi cominci ad andare lateralmentre, sei una leccia!!!
Eccola qui, piantata e non viene.
La leccia si sfianca da sola in questo modo; in questo momento sta forzando con la coda per scappare ma, sempre più stanca, non riesce a prendere filo.
Se io adesso aprissi leggermente la frizione sentirei un leggero tictictic della frizione per i pochi centimetri che prende…..tictictic…..una leccia, in scogliera, che figata!!!
“Saaandroooooo!!!!”
“Sono tre!!!! E’ enorme!!!”…dall’alto riesce a vedere meglio.
Ora la vedo anch’io, una macchia argentata in mezzo al blu.
Rimango a fissarla, è bellissima!
Riprendo a pomparla, ormai viene con continuità ed eccola con la pinna dorsale fuori dall’acqua.
Sandro ha esagerato non è poi così grossa, sarà 7 chili circa. Caspita, da come tirava pensavo di più!!!
E adesso come faccio a salparla?
Si sposta lateralmente, appena oltre il gradino roccioso, tenendosi a distanza, canna curva e filo teso a non più di dieci metri.
“Vai a sinistra, vai a sinistra, li l’onda non batte! Si ci va!!!”
Ma è ancora forte e ho paura a forzarla e soprattutto non ho studiato quel lato della scogliera; so solo che l’onda è meno forte ma non conosco il fondale e non mi pare che ci sia un gradino comodo.
Sta tornando indietro e ora è sulla destra dove ho perso il barracuda.
Comincia a perdere forza e se prima riusciva a stare lontano dal gradino roccioso ora comincia ad essere travolta dalla risacca.
Apro la frizione per permetterle di spostarsi nella speranza che ritorni sul lato sinistro sicuramente più comodo, il posto per salparla lo troverò! Una cosa per volta Massimo!
La frizione aperta le permette di muoversi per un po’ ma ormai è in balia delle onde.
Provo a forzarla, ogni tanto guardo il mare e mi sembra che le onde si siano un po’ attenuate, in questi ultimi minuti non ce ne sono state di importanti.
Niente da fare pesa troppo, rischio di spaccare tutto e quel gradino può fare lo stesso da un momento all’altro.
Guardo le onde e guardo la scogliera a destra, l’avevo già studiata prima. Cazzo!
Se tengo la frizione chiusa la risacca me la sbatte sotto il gradino con rischio di rottura, se la apro le onde me la portano tutta sulla destra contro quegli scogli.
Così non può continuare apro la frizione e guardo il mare.
C’è da infradiciarsi da capo a piedi ma ci sono degli appigli e un altro basamento piatto più in la.
Devo andare, aspetto che non arrivino onde e poi provo ad andare e mi fermo li, tiro il pesce verso di me e lo giro su quello scoglio piatto; guardo le onde e la mia leccia.
Via, scendo, salgo, su per lo scoglio e gli schizzi di una prima ondata mi infradiciano un bel po’.
Dov’è la leccia? Eccola! Un'altra onda fa altrettanto e intanto il pesce, spinto dall’onda e con la trazione del filo, si incastra in una specie di ansa scavata nella pietra, un metro e mezzo, proprio sotto di me.
Chiudo tutto e tiro il pesce per bloccarlo, pochi schizzi, la leccia è bellissima ferrata al l’ancoretta centrale, 7 chili non di più!
Un onda e gli schizzi mi lavano completamente, ma sono ben bloccato alla scogliera e subito dopo un'altra, adesso sono completamente fradicio.
Guardo il mare, ora o mai più, scendo verso il pesce e lo sollevo attento alle ancorette e solo ora sento la voce di Sandro, preoccupatissimo, che mi chiama e la sua testa che sporge dal profilo roccioso.
Giusto il tempo di afferrare bene il pesce che un onda mi prende e mi ritrovo seduto per terra, trecciato stroncato, mi riattacco alle rocce al volo e rientro di corsa.
Addio bambina mi dispiace, anche perché ti avrei sicuramente rilasciato.
Un carangide da una scogliera, una esperienza eccezionale!!!
Massimo


Questa é la versione di Sandro: :grin:

La vena letteraria di Massimo lo ha costretto a sorvolare su alcuni dettagli che inevitabilmente rovinerebbero un bel racconto di pesca. Intanto è vero che l’ ho convinto io a rinunciare a una tranquilla giornata all’ asciutto, ma porca zozza!! Sentite….
Ma non si doveva andare a serra in quello scoglio laggiù?- Troppo tardi - il Tenutario con fare affabile mi ha già condotto sulla cima di un dirupo e con voce solenne, comincia a dire: “ Guarda che spettacolo, che onde, guarda che schiuma…. vedi quello scalino di roccia che trasforma la corrente in un vortice…” – e poi: “ Vedi... tutti li pesci che stanno laggiù tu li potrai pescare, e magari li potrai anche postare- che di post tuoi e da un bel po che nun se ne vedono… che fai nun’te butti!!??. Io guardo lo strapiombo e il mare li sotto…è dello stesso colore del cielo, piombo e la schiuma bianca fa un contrasto bellissimo, uno schianto. Intanto piove. –Nun te butti?- ripete il satanasso nelle vesti di un affabile tenutario- E buttamose !!!
Intanto mentre scendo mi domando dove possa essere la postazione di pesca, visto che dall’ alto non si vede che schiuma e spuntoni di roccia affioranti tra un onda e l’ altra. In effetti arrivati giù diventa chiaro che è su uno di quelli, appena più alto e che sta proprio sulla perpendicolare del costone roccioso che bisogna pescare. Immaginate un costone di roccia a picco con uno scoglietto ridossato, dietro, solo una piccola grotta che se ti ci ripari dentro l’ onda ti fa la doccia pura da sopra. Subito a destra il gorgo e la corrente che si sposta veloce su un incavo della roccia che prosegue per diverse decine di metri. Chiaro come il sole che le tentazioni del satanasso non mi schioderanno da una postazione qualche metro più su, anche perché il Tenutario comincia a prendere coscienza della precarietà del luogo, e lo vedo ogni tanto cercare rifugio nel grottino. Aggancia il cuda e comincio a pentirmi di non aver portato la telecamera portasfiga. Tutto molto bello, ma niente a confronto di quanto ho visto dopo, perché a un certo punto sento …androooooo. Badate che eravamo a non più di 6 o 7 metri ma il rumore delle onde che frangevano era tale che ci si capiva solo col labiale. La Kenai è piegata ma non si scompone nonostante la corrente. Il tira e molla continua per qualche minuto ancora, poi mentre la leccia si sposta al centro la vedo distintamente, è accompagnata da altre due della stessa taglia. E’ strano ma la sensazione che è cominciata a maturare in me era che le due compagne non stessero li solo per curiosità. La sensazione è diventata poi quasi certezza quando la leccia ormai sfiancata ridossava lo scalino di risacca a poche decine di metri da Massimo. Le stavano a fianco strettissimo una a destra l’ altra a sinistra quasi a spingerla verso il largo, così le ho viste sparire dietro il costone di roccia spinte dalla corrente. Cerco di capire che cosa stà pensando Massimo. Lo vedo che si volta destra poi a sinistra, guarda la leccia, poi le onde, guarda ancora a destra. Che fa?? No non lo fa!! Non faccio in tempo ad urlare ma che czzz fai!!! che lo vedo buttarsi giù su uno spuntone che che affiorava nell’ incavo dell’ onda. Vi assicuro che l’ ondata successiva arrivava a non meno di mezzo metro più in alto del suo cappellino quando l’ho visto sparire dietro il costone come la leccia pochi momenti prima. Li ho pensato che se avessi dovuto puntare su chi poteva sopravvivere tra i due avrei con certezza puntato sulla leccia. Scendo giù mentre lo mando affanculo ad ogni ondata ma non ho potuto che tirare un gran sospiro di sollievo quando ho visto quel ghigno felice stampato sulla sua faccia, come di uno che ha avuto una esperienza unica. ARRORIDUCO!!!
Sono convinto che li c’ era tutto ciò che di meglio uno spinner possa cercare. Tutto era selvaggio, difficile. Insomma bello ed entusiasmante.
Bollettino medico: mentre più o meno a galla teneva con una mano la leccia e con l’ altra la canna, il Tenutario si è procurato escoriazioni multiple alla mano destra, escoriazione lacero contusa al gomito sinistro, punture varie da ancoretta. Tra l’ altro è anche uscito dai flutti senza una scarpa.
Ragazzi che giornata indimenticabile, e non ho neppure pescato.
Sandro
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Messaggio da quasar » gio nov 17, 2005 5:20 pm

Geghe ha scritto: Avevo scritto anche il racconto, ma non so più in quale dei forum è finito.
Ciao

http://www.seaspin.com/forum/viewthread ... =56&page=2

:wink:
Ciao, Andrea

Quella felpa non si trova: è lei che trova te.

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Messaggio da kanji » ven dic 02, 2005 12:02 am

Proprio un bel racconto! :grin:
Vincenzo Muscolo :wink:

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Messaggio da Soldatino » ven dic 02, 2005 12:12 am

Complimenti,per un attimo ho immaginato di avere io il pesce in canna...magari... :smt023

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